RPC Piegatrici

Presse Piegatrici - RPC

Presse Piegatrici: REACTIVA LA NUOVA PRESSA PIEGATRICE IBRIDA MADE IN ITALY PER L'INDUSTRIA 4.0.

La linea di piegatrici ibride più completa del settore che comprende soluzioni di piegatura innovative e tecnologiche.

Piegature precise ed efficienti. Le Presse Piegatrici REACTIVA sono costruite in acciaio di alta qualità e sottoposte ad accurate lavorazioni meccaniche, dotate di un registro posteriore costruito in solida struttura per poter garantire ottima durata nel tempo e alta precisione. La qualità della zona lavoro è strettamente correlata al livello di ergonomia. I controlli numerici di cui sono dotate le presse piegatrici REACTIVA consentono di migliorare la qualità dei profili prodotti e di ridurre i tempi e i costi di lavorazione. La piegatrice REACTIVA risponde alle più severe norme vigenti in materia di sicurezza, infatti i dispositivi installati garantiscono un’ampia protezione all’operatore senza limitarne la velocità di esecuzione del lavoro.

La precisione è fondamentale in una piegatrice, in quanto nella piegatura eventuali errori non si riescono più a correggere successivamente. Nella pressa piegatrice Reactiva, RPC impiega la centinatura idraulica dinamica: punzone e matrice vengono accoppiate in maniera ottimale dalla centinatura per compensare la deformazione che si genera durante il processo di piegatura della lamiera.

La pressa piegatrice

Le presse piegatrici (dette pressopiegatrici o piegatrici) sono macchine utensili per la piegatura della lamiera e nel tempo hanno subito una continua evoluzione.

Tipologie di Piegatrici

Presse piegatrici meccaniche
Le presse meccaniche sono caratterizzate da un movimento estremamente rapido e da una grande forza di pressione. Caratteristica fondamentale è il fatto che una volta azionate per un ciclo di piega non si ha modo di fermarle, fatto, questo, che costringeva a una grandissima attenzione gli operatori nell’installazione degli utensili corretti e nella giusta individuazione del fine corsa.
Ad oggi sono macchine considerate fuori legge da un punto di vista di sicurezza e, quindi, non possono essere utilizzate dagli addetti.

Piegatrici idrauliche tipo “RG”
Sono macchine solitamente compatte e basse. La loro caratteristica più evidente è quella di possedere un movimento contrario a tutte le altre presse: se di solito è la parte superiore (detta traversa) che scende, in questo caso è il banco che sale. Il movimento è ottenuto mediante la spinta di un unico cilindro centrale. Semplici e molto affidabili, hanno praticamente fatto la storia della presso-piegatura italiana e non solo. Ad oggi non rispondono più alle normative di sicurezza in quanto non presentano il punto di cambio velocità e, normalmente, le fotocellule protettive. Tuttavia, se aggiornate con l’installazione di specifici kit di sicurezza, possono essere ancora utilizzate.

Presse idrauliche a barra di torsione
Sono le antesignane delle pressepiegatrici sincronizzate a cui assomigliano molto nell’aspetto. Il movimento è demandato alla traversa che scende mediante una coppia di pistoni idraulici. Gli assi di movimento sono limitati, tre al massimo e sono:
• x per il carro posteriore
• z per l’altezza del carro posteriore
• y per la discesa della traversa

I due pistoni sono spesso collegati tra di essi meccanicamente attraverso una barra che ne accoppia il movimento fino al punto morto inferiore. Quest’ultimo è regolato attraverso il movimento di due chiocciole che scendono o salgono per regolare l’altezza del fine corsa dei cilindri e, quindi, della traversa. Il controllo della macchina è demandato ad un semplice posizionatore da due o tre assi. Spesso tale dispositivo è privo di memoria interna ed è quindi da programmare ogni qualvolta si debba fare un pezzo con più pieghe.

Presse idrauliche sincronizzate
È il tipo di macchina moderna oggi più diffusa. Prevede il movimento della traversa superiore mediante due cilindri idraulici indipendenti e regolati da apposite valvole proporzionali. Con il tempo si è assistito a tecnologie ancora più versatili, precise e parche nei consumi come, ad esempio, quelle delle presse idrauliche ibride sincronizzate. Rappresentano l’ultima evoluzione delle piegatrici, assieme alle elettriche.

Pressopiegatrici elettriche
Rappresentano in ordine di tempo l’ultima evoluzione delle presse piegatrici. Come indica il nome, prevedono che il movimento della traversa sia azionato elettricamente attraverso diversi sistemi come ad esempio viti a ricircolo in luogo dei cilindri idraulici oppure cinghie. Le caratteristiche principali sono la velocità, il basso consumo e la precisione.

Come è fatta una pressa piegatrice?

La traversa (o pestone)
È la parte mobile su cui vengono installati i punzoni. Scorre lungo un movimento verticale corrispondente all’asse Y e si posiziona in punti ben specifici a seconda della lavorazione da eseguire, a quote tradotte dal controllo numerico. Per la precisione, esistono gli assi Y1 e Y2 indipendenti che regolano l’eventuale sbilanciamento della macchina. In una pressa di tipo idraulico corrispondono alle diverse corse che possono effettuare i cilindri; per un’elettrica a cinghie, ad esempio, comunque le quote di discesa diverse tra un’estremità e l’altra della traversa.

Il banco
È la parte fissa sottostante alla traversa e dove vengono installate le matrici. Può contenere, soprattutto in presenza di macchine dai due metri in su di larghezza, un sistema di centinatura (o bombatura) volto a compensare la deformazione della traversa. Questo sistema varia di molto al variare di tipo di macchina sia per filosofie progettuali diverse tra i costruttori, sia per tipo di macchina. Ad esempio, la deformazione della traversa di una macchina idraulica vincolata alle estremità dai cilindri idraulici è completamente diversa da quella di una elettrica a cinghie, che fornisce la spinta in modo molto più distribuito in tutta la sua larghezza.

Le spalle
Rappresentano le piastre laterali che delimitano la larghezza dell’incastellatura del telaio della macchina. Anch’esse possono essere di diverso tipo. Ad esempio, nelle idrauliche sincronizzate, presentano quasi sempre un incavo che permette l’inserimento della lamiera oltre la larghezza delle spalle. Nel caso di una elettrica a cinghie, invece, si presentano come una struttura “chiusa” e posta alle estremità della macchina in modo molto diverso.

Il controllo numerico (CNC)
È il vero cervello della macchina. Rappresenta il dispositivo con cui si interfaccia l’operatore attraverso una programmazione diretta o off-line da ufficio tecnico. Molto spesso il CNC consente più modalità di programmazione come, ad esempio, la modalità numerica o la modalità grafica. La prima prevede che l’operatore inserisca i dati concernenti il pezzo da realizzare direttamente nelle caselle apposite. La seconda, più semplice soprattutto per un operatore neofita, prevede l’utilizzo di una grafica bi o tridimensionale che mostra la forma del pezzo finito oltre che la sequenza di piega.

Registro posteriore
È il dispositivo che permette di effettuare la corretta lunghezza di piega. Generalmente è composto da una trave su cui sono montati due o più “riscontri” (backgauges) liberi di traslare lateralmente per disporsi alla corretta posizione.

Gli assi di una piegatrice
Gli assi (nella nomenclatura) sono piuttosto uniformati tra i costruttori di macchine e sono:
• x: “avanti e indietro”, regola la lunghezza della piega (flangia)
• r: “in alto e in basso”, regola l’altezza del carro per un migliore appoggio del pezzo e l’eventuale montaggio di matrici dall’altezza differente
• z: “a destra e a sinistra”, regola la posizione del riscontro sul carro, per garantire la giusta posizione di appoggio per l’esecuzione del pezzo


Utensili per la piegatura
Nella piegatura a tre punti, quella propria delle presse piegatrici, si assiste all’utilizzo di due gruppi di utensili:
• superiori, comunemente chiamati punzoni o coltelli, sono collocati in alto, solidali alla traversa
• inferiori, chiamati matrici, cave o prismi, installati direttamente sul banco di lavoro della macchina



Come piegare la lamiera? Tutto sulla piegatura

Piegatura della lamiera: la tecnica
La piegatura è una lavorazione che prevede la deformazione permanente della lamiera mediante un’azione di flessione. Queste tecnica si basa sulla proprietà dei vari metalli di possedere al loro interno una “fibra neutra” collocata al centro dello spessore della lamiera che si deforma senza allungarsi né contrarsi. Di fondamentale importanza nella piegatura della lamiera è la scelta del metallo; tale materiale infatti deve essere sufficientemente plastico da non determinare rotture in prossimità della piega.
Altro fattore cruciale è la determinazione e correzione del ritorno elastico. La piegatura infatti comporta uno stiramento delle fibre esterne ed un ricalcamento delle fibre interne con conseguente traslazione della fibra neutra verso l’interno; da ciò derivano delle tensioni interne che si liberano in parte dopo la piegatura determinando il fenomeno del ritorno elastico.

Le tecniche di piegatura

Piegatura in aria
La piegatura in aria si esegue per mezzo di un punzone superiore che, scendendo, pressa la lamiera in una matrice inferiore a V. Durante tale processo la lamiera ha tre punti di contatto con la macchina: uno sul punzone superiore e due sulla matrice, a determinare l’angolo di piega è la profondità alla quale il punzone preme la lamiera nella matrice.
ù In tale lavorazione il ritorno elastico è compensato da una maggior penetrazione del punzone; ciò comporta il fenomeno dell’over-bending, ovvero l’effettuare una piega maggiore che compensa il ritorno elastico permettendo di ottenere l’angolo desiderato.
Tra i principali vantaggi della piegatura in aria si sottolinea la minor forza necessaria rispetto ad altre tipologie di lavorazione che permette di piegare lamiere anche di grosso spessore; altro vantaggio è la possibilità di ottenere angoli diversi utilizzando i medesimi utensili.
Il principale contro di tale lavorazione è la difficoltà a trovare la giusta penetrazione del puntone che permetta di compensare il ritorno elastico; da qui la necessità, per garantire un elevato standard qualitativo, di una pressa piegatrice ad alta tecnologia.

Coniatura o Piega a fondo cava
La coniatura prevede l’utilizzo di un punzone che pressi completamente la lamiera fino al fondo cavo della matrice inferiore. In tale processo punzone e matrice devono avere lo stesso angolo di inclinazione. La coniatura, o piega a fondo cava, è utilizzata principalmente per la piegatura di angoli a 90° con lamiera sottile. Tra i principali vantaggi si elencano la precisione, la possibilità di ottenere angoli inferiori rispetto alla piega in aria e la ripetibilità costante dell’angolo di piegatura; ciò rende questa tecnica quasi più simile allo stampaggio. Tra i principali svantaggi della coniatura la necessità di utilizzare utensili diversi per ogni angolo desiderato e la necessità di utilizzare una forza di piegatura elevata.

Schiacciata o Appiattimento
L’appiattimento si attua in due fasi: una pre-piega a 26°-35° (ottenuto tramite piega in aria) ed una successiva schiacciatura in cui la lamiera viene completamente o parzialmente schiacciata. Tale tecnica si impiega normalmente per ottenere rigidità, protezione dei bordi e per evitare spigoli liberi; solitamente per l’appiattimento vengono impiegate specifiche presse.



Campi di applicazione

I campi di applicazione della piegatura sono moltissimi in quanto piegare la lamiera, a maggior ragione con l’utilizzo di una pressa piegatrice, rappresenta uno dei modi migliori e più economici per eseguire prototipi e lotti anche in piccolissime serie.

Il non dover ricorrere a costosi stampi o a lunghe lavorazioni meccaniche rende la piegatura un processo estremamente affascinante, ricco e richiesto. Normalmente la piegatura della lamiera trova il suo impiego nell’ambito della carpenteria leggera come: carteraggi, mobilio metallico, elettrodomestici, arredamento da interno ed esterno, produzione di macchine di qualsiasi tipo, aeronautica e aerospaziale.

Oppure, nell’ambito della carpenteria pesante con produzione di elementi strutturali in edilizia, pali per il settore energetico, telecomunicazioni e molto altro ancora come ad esempio componenti per il settore navale, ferroviario e del trasporto su gomma.

Piegatura della lamiera: cosa tenere a mente
Gli aspetti da considerare quando si deve pianificare una lavorazione di piegatura sono molteplici e si possono riassumere brevemente in:

• Quale macchina abbiamo a disposizione: significa prevedere le possibilità e limiti della nostra pressa piegatrice attraverso la conoscenza della corsa, della luce, della forza massima, degli ingombri, della misura dell’incavo.
• Quali utensili, attraverso la conoscenza delle sagome presenti in azienda o dal fornitore, la loro portata e le lunghezze.
• Incrociare preventivamente la lista di “ciò che serve” e “ciò di cui si dispone” per avere quadro chiaro immediato che metta al riparo da possibili errori e sprechi. In altre parole: imparare ad eseguire un sistematico studio di fattibilità.
• Adottare procedure che vadano verso la qualità come, ad esempio, il legare gli sviluppi dei pezzi da piegare a specifici attrezzaggi da riportare sui disegni per guidare i piegatori a installarli correttamente ottenendo articoli conformi.
• Adottare le necessarie misure di sicurezza di macchine e strumenti: se pur esistono dei rischi residui, le presse piegatrici moderne offrono protezioni evolute che non limitano le lavorazioni come un tempo. Anche se le macchine sono usate, nella gran parte dei casi, possono essere adeguate con kit specifici che le rendono attuali da un punto di vista normativo.



Come configurare una pressa piegatrice

Scegli e dimensiona la macchina che fa per te
Una pressa piegatrice è un macchinario semplice nel principio, ma molto flessibile e ricco di accessori. Le infinite varietà di spessori, lunghezze e forme richiedono una grande personalizzazione di dimensioni, potenze ed attrezzaggi. Per questo è importante analizzare nel dettaglio le esigenze produttive per acquistare una macchina in grado di svolgere perfettamente il proprio compito.  

Non sai come scegliere, dimensionare e configurare una pressa piegatrice? I punti fondamentali da tenere in considerazione sono:

Lunghezza
Tonnellaggio
Luce e corsa
Incavo
Bloccaggi e intermedi
Registro posteriore
Sistemi di compensazione
Sistemi di risparmio energetico
Supporti frontali e accompagnatori
Sistemi di controllo dell’angolo
Optional e accessori


LARGHEZZA
Dipende dalla lunghezza massima del pezzo da lavorare. Se pieghi per stazioni, ovvero con più postazioni attrezzate, dovrai sommare la lunghezza delle singole stazioni. Ad esempio, prendiamo un pannello da 700×1800 mm. Puoi piegare prima tutti i lati corti, riattrezzare la macchina, e poi piegare tutti i lati lunghi. In questo modo ti basterebbe una piegatrice lunga 2000 mm, ma il lavoro sarebbe meno efficiente. L’altra soluzione è una macchina da 3000 mm con due postazioni attrezzate, una per il lato lungo e una per il lato corto

TONNELLAGGIO
È la capacità di piega della macchina. Dipende da questi fattori:

- materiale: metalli più duttili come l’alluminio richiedono un tonnellaggio inferiore rispetto all’acciaio inossidabile o all’acciaio alto resistenziale
- spessore
- Lunghezza
- lavorazione: la piega in aria richiede meno forza rispetto alla coniatura o alla piegaschiaccia.
- Dimensionare la forza di piega di una pressa piegatrice è sicuramente uno dei passaggi più importanti quando si sceglie questo tipo di macchina


Ricordati che conviene sempre sovradimensionare la pressa piegatrice del 20%/30% rispetto al dato teorico, per poter gestire le variabilità nelle caratteristiche del materiale e per non lavorare al limite delle capacità della macchina.

Zona di lavoro: LUCE, CORSA ED INCAVO
La luce è l’apertura frontale della pressa piegatrice. La versione dotata di intermedi permette di realizzare facilmente scatolati senza usare punzoni speciali. La versione con corsa maggiorata permette di estrarre più facilmente i pezzi piegati. L’incavo è l’apertura a forma di C ricavata nelle spalle laterali. Varia a seconda delle dimensioni totali della pressa piegatrice. La versione con incavo maggiorato è utile per estrarre lateralmente i pezzi o per le macchine in tandem.

BLOCCAGGI E INTERMEDI
I vari sistemi di bloccaggio permettono di cambiare e spostare gli utensili. Più la produzione è frammentaria, e più si fa sentire l’importanza di risparmiare tempo nel riattrezzaggio.

Gli intermedi sono degli adattatori da inserire tra la traversa e i punzoni. Permettono di realizzare facilmente scatolati profondi senza dover usare utensili lunghi, solitamente molto costosi e più delicati. Gli utensili lunghi possono comunque essere montati direttamente sulla traversa.

Bloccaggio manuale
È il tipo di bloccaggio più semplice e più robusto, ma è anche il più laborioso nel cambio utensili. Adatto alle lavorazioni di grandi lotti con poca variabilità nell’attrezzaggio.

Bloccaggio pneumatico
Facile e veloce, permette il cambio utensili frontale dal basso verso l’alto. È autoallineante e garantisce un’ottima flessibilità.

Bloccaggio idraulico
Secondo come portata solamente a quello manuale, permette di cambiare gli utensili con buona velocità unendo flessibilità e tonnellaggio. Non è disponibile con utensili di tipo Europeo.



Risparmio energetico, supporti e controllo dell’angolo

  In questa parte andiamo ad esaminare i sistemi di riduzione dei consumi, i vari tipi di supporti frontali e accompagnatori, e i sistemi di controllo dell’angolo.

EFFICIENZA ENERGETICA  Stand-by Spegne il motore dopo un periodo di inattività.
ECO Grazie al pilotaggio a inverter, è possibile variare la velocità del motore in maniera continua, adattandola al ciclo di piega. I vantaggi sono consumi ridotti, meno stress dell’olio e della pompa, meno rumore, più velocità e più flessibilità.

Cerchi una pressa piegatrice che ti permetta di risparmiare energia, pur mantenendo gli stessi risultati? Scegli una piegatrice a risparmio energetico REACTIVA: meno consumi, più velocità.

Integrazione con robot: automatizza la produzione per piegare grandi volumi con altissima efficienza